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Il crostaceo alternativo: la canocchia

mercoledì, febbraio 10th, 2010

Canocchia
La ricetta che proponiamo oggi utilizza un ingrediente che forse non tutti conoscono; un crostaceo che fino a qualche tempo fa, era considerato di poco valore, un pesce da zuppa come si suol dire, che oggi invece viene usato in diverse ricette, con ottima riuscita, grazie al suo gusto spesso preferito, almeno personalmente parlando, a crostacei di più pregio, quali gamberi e scampi. La canocchia o cannocchia, in italiano, o pannocchia, o ancora spernocchia a secondo del luogo, è un crostaceo tipico dei nostri mari, dal corpo schiacciato e dal colore bianco madreperla.


Può essere cucinata come antipasto, come secondo, oppure per farci un buon condimento per un’altrattanto buono spaghetto. Gli ingredienti che useremo sono semplici e il costo del piatto non eccessivo; considerate che le panocchie si possono trovare dai 5-6 euro al kg fino ai 12-14 al kg e molto spesso capita di vederle in pescheria ancora vive e quindi sicuramente fresche. Se poi vengono pescate con la luna piena, si dice che abbiano dentro il corallo, una sorta di striscia longitudinale lungo tutto il loro corpo di colore rosso corallo, tra l’altro molto buona a mangiarsi. Ma veniamo alla ricetta iniziando come di consueto dagli ingredienti.

Natualmente i spaghetti 320 gr per 4 persone, ma se avete appetito fate anche un etto a testa!
- 500/600 gr di panocchie;
- 5 pomodori ben maturi
- un mazzetto di prezzemolo
- 1 aglio
- del vino bianco secco, mezzo bicchiere
- del peperoncino piccante 1/2 o 1 intero dipende dai vostri gusti ma è sempre meglio non esagerare.
Infine olio e sale, 3 cucchiai di buon extravergine e sale quanto basta.

Iniziamo quindi a sciacquare bene le canocchie sotto acqua corrente; tagliatele a pezzi, 2 o 3 pezzi a secondo della loro grandezza, lasciandone qualcuna intera. Se avete voglia e tempo potete anche sbucciarne qualcuna; in questo caso dovrete gettarle in acqua bollente per qualche minuto in modo da facilitare l’operazione e poi procedere come se doveste sbucciare un gambero. Non è proprio la stessa cosa, in quanto la corazza delle canocchie è molto più dura; comunque se avete pazienza è un lavoro che potete fare, se no limitatevi a tagliarle a pezzi. Adesso mettete in una padella abbastanza alta e grande, l’olio, l’aglio spellato e diviso in due, il prezzemolo tritato, il peperoncino, i pomodori tagliati a pezzi ed il sale. Fate appassire un pò i pomodori e aggiungete le panocchie; aggiungete il vino, fate evaporare e fate cuocere per un pò mettendo il coperchio. Come tutti i crostacei, non c’è bisogno di molta cottura, regolatevi facendo un pò tirare l’acqua dei pomodori. Nel frattempo avrete messo la pasta a cuocere, scolatela al dente, fate saltare con il sugo ed il gioco è fatto; sentirete che gusto. Buon appetito.

Vi fermate per cena?

sabato, gennaio 10th, 2009

cipolla

Carissimi lettori del blog, vogliamo riportare una piacevole esperienza vissuta questi giorni, un vero e proprio gioiello di disinvoltura e classe nell’affrontare una situazione di emergenza che penso alla maggior parte di voi sia capitata. Ci siamo trovati infatti a gustare un piatto piacevole, completamente improvvisato, a casa di amici, che con molta abilità, di fronte ad una nostra improvvisa e inaspettata visita, non hanno non potuto chiederci:


“Vi fermata per cena?”. Da qui l’ottimizzazione delle risorse di frigorifero, e la presentazione di un primo piatto semplice, veloce e soprattutto buono e gustoso. Quante volte vi è capitato di trovarvi in situazione di questo tipo, con il frigorifero vuoto e magari con due tre amici che a sorpresa vi sono venuti a trovare? Che fate non gli invitate a rimanere a cena? E allora al ‘….va bene restiamo ‘ scatta l’improvvisazione:

  • un filo d’olio
  • una bella cipolla tritata finemente
  • 3-4 filetti di acciuga sott’olio
  • un mezzo bicchiere di vino bianco
  • una spolverata di carry

15 minuti al fuoco ed il sugo è fatto! Non rimane che saltare gli spaghetti, rigatoni o penne, scolati naturalmente al dente, e servire in tavola. Vi garantisco la riuscita! Almeno con il primo piatto siamo tranquilli, e per il secondo? Beh, per il secondo, pensateci voi e fateci sapere, raccontandoci la vostra esperienza e mostrandoci la vostra abilità nell’improvvisare un menù dell’ultimo minuto.

Il pranzo della domenica

domenica, novembre 2nd, 2008

Cari gastronauti oggi parliamo di una delle tradizioni più belle della nostra tavola ovvero il pranzo della domenica, fenomeno forse abbandonato ma ritornato ‘alla grande’ con tutto il suo significato ovvero giorno di riunione di tutta la famiglia. Dal punto di vista culinario, il pranzo della domenica rappresenta uno dei classici menù della cucina italiana, con il tradizionale antipasto, all’italiana, la pasta all’uovo, rigorosamente fatta in casa quali le tagliatelle, le lasagne, i ravioli; l’arrosto di carne; le patate al forno ed infine il dolce a chiusura del pranzo. Quello che vi proponiamo è un tipo di menù che secondo noi ben si presta per comsumare il suddetto pranzo, ma naturalmente la nostra è solo un’idea che non preclude aperture a nuove idee, magari insolite e innovative; per questo vi esortiamo a proporre le vostre. Buon appetito e buona domenica!