Vi fermate per cena?
sabato, gennaio 10th, 2009Carissimi lettori del blog, vogliamo riportare una piacevole esperienza vissuta questi giorni, un vero e proprio gioiello di disinvoltura e classe nell’affrontare una situazione di emergenza che penso alla maggior parte di voi sia capitata. Ci siamo trovati infatti a gustare un piatto piacevole, completamente improvvisato, a casa di amici, che con molta abilità, di fronte ad una nostra improvvisa e inaspettata visita, non hanno non potuto chiederci:
“Vi fermata per cena?”. Da qui l’ottimizzazione delle risorse di frigorifero, e la presentazione di un primo piatto semplice, veloce e soprattutto buono e gustoso. Quante volte vi è capitato di trovarvi in situazione di questo tipo, con il frigorifero vuoto e magari con due tre amici che a sorpresa vi sono venuti a trovare? Che fate non gli invitate a rimanere a cena? E allora al ‘….va bene restiamo ‘ scatta l’improvvisazione:
- un filo d’olio
- una bella cipolla tritata finemente
- 3-4 filetti di acciuga sott’olio
- un mezzo bicchiere di vino bianco
- una spolverata di carry
15 minuti al fuoco ed il sugo è fatto! Non rimane che saltare gli spaghetti, rigatoni o penne, scolati naturalmente al dente, e servire in tavola. Vi garantisco la riuscita! Almeno con il primo piatto siamo tranquilli, e per il secondo? Beh, per il secondo, pensateci voi e fateci sapere, raccontandoci la vostra esperienza e mostrandoci la vostra abilità nell’improvvisare un menù dell’ultimo minuto.
Il pranzo della domenica
domenica, novembre 2nd, 2008Cari gastronauti oggi parliamo di una delle tradizioni più belle della nostra tavola ovvero il pranzo della domenica, fenomeno forse abbandonato ma ritornato ‘alla grande’ con tutto il suo significato ovvero giorno di riunione di tutta la famiglia. Dal punto di vista culinario, il pranzo della domenica rappresenta uno dei classici menù della cucina italiana, con il tradizionale antipasto, all’italiana, la pasta all’uovo, rigorosamente fatta in casa quali le tagliatelle, le lasagne, i ravioli; l’arrosto di carne; le patate al forno ed infine il dolce a chiusura del pranzo. Quello che vi proponiamo è un tipo di menù che secondo noi ben si presta per comsumare il suddetto pranzo, ma naturalmente la nostra è solo un’idea che non preclude aperture a nuove idee, magari insolite e innovative; per questo vi esortiamo a proporre le vostre. Buon appetito e buona domenica!
Matriciana o Amatriciana, le varie tesi sull’origine del nome.
giovedì, luglio 31st, 2008Matriciana o Amatriciana questo è il problema!
Ormai il quesito è vecchio, visto e rivisto e non saremo certo noi i primi ad introdurlo e neanche gli ultimi. Il fatto è che ancora molti non sanno la differenza, se esiste, tra questi due tipi di sugo e la loro reale origine: in questa occasione cercheremo di fornirvi la nostra spiegazione e la nostra ricetta dell’una e dell’altra. Naturalmente vi invitiamo ad intervenire e a dare la vostra versione sulle origini e la vostra ricetta.
Ma procediamo con la spiegazione.
Le scuole di pensiero sulla nascita del nome sono diverse:
c’è chi sostiene che il sugo in oggetto derivi da Amatrice, paese in provincia di Riete, annesso prima all’Abruzzo, piatto caratterizzato dall’assenza di aglio e cipolla, una ricetta nata dalla povera gente; si parla quindi di Amatriciana.
Altri sostengono invece che la ricetta sia romana e che il termini di matriciana derivi dalla matriarcallità tipica delle società agropastorali dei Monti Sibellini; in questo caso dobbiamo rifarci all’istituto del ‘matriarcato’ dove questo piatto veniva usato in riti particolari che si svolgevano durante il solstizio d’inverno tra i monti dell’alto Lazio, e in assenza di maschi, che appunto venivano esclusi e tenuti allo scuro.
Ancora matricina si farebbe derivare da una pianta erbacea aromatica la ‘matricale’ che veniva usata nel sugo ma che ormai purtroppo non si usa più, ma che comunque è rimasta nel nome.
Infine il nome si fa derivare dal latino ‘matara’, nome con cui, ai tempi degli antichi Romani, venivano indicati particolari vasi dove era conservato il pomodoro usato per il famigerato sugo; del resto tutt’oggi con il termine di “matraccio” si indica il recipiente in vetro dal collo lungo che trova uso in chimica.
Quindi se queste sono le origini, c’è differenza tra Amatriciana e Matricina e quale?
In effetti se risaliamo alle origini delle due ricette, possiamo dire che l’ Amatriciana, tipica di Amatrice, è caratterizzata dall’assenza di sugo e cipolla, l’attuale pasta alla Gricia romana; mentre la Matriciana di Roma, prevede sugo di pomodoro e cipolla.
In realtà nel tempo la classica Amatriciana originaria di Amatrice è uscita dal ristretto ambito della provincia, grazie al flusso di genti che dal paese si recavano nella Capitale. Molti iniziarono a lavorare nei grandi alberghi come garzoni di cucina. È proprio in questi ambienti che l’originale Amatriciana trova la sua unione con il pomodoro diventando quindi l’attuale ricetta che oggi conosciamo.
Noi abbiamo deciso di rimanere fedeli alla distinzione tra i due sughi fornita adesso, mettendo tuttavia a fattor comune il sugo di pomodoro, diventato ingrediente base anche per il sugo di Amatrice.
Di seguit i link alle due ricette:
spaghetti alla matriciana
spaghetti all’amatriciana
Vi invitiamo nuovamente a fornirci le vostre versioni e chiudiamo dandovi un’informazione che sicuramente gli estimatori dello spaghetto all’amatriciana apprezzeranno, ovvero la sagra degli spaghetti all’amatriciana che si tiene in Amatrice, generalmente durante l’ultimo fine settimana di agosto; e ancora la sagra degli spaghetti alla gricia che si tiene in Grisciano, paese sulla via Salaria non lontano da Amatrice, sempre in agosto. Aspettiamo notizie da chi già avesse partecipato alle suddette sagre.
